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Foibe, CasaPound chiede a Comune e Regione “uno sforzo di memoria”

Plinio, a pochi giorni dalla Giornata del Ricordo, parla della triste fine di Norma Cossetto, medaglia d’oro al valor civile, violentata, torturata e infoibata perché figlia di un gerarca

<Dopo decenni di colpevole oblio, nel 2004 veniva istituita la Giornata del Ricordo, che commemora i massacri delle foibe e l’esodo Giuliano-Dalmata. Oggi questa ricorrenza è minacciata da una certa parte intellettuale e politica, che mascherandosi dietro una risibile pretesa di “obiettività storica” intende in realtà sminuire se non negare direttamente questa tragedia, come dimostrato dalla inaccettabile tesi dell’Anpi di Rovigo che le foibe fossero “una invenzione fascista”, recentemente espressa sul profilo Facebook di detta associazione> lo dicono Gianni Plinio, portavoce di CasaPound Italia Genova e Andrea Lombardi, responsabile cultura CasaPound Liguria, che proseguono: <Sollecitiamo la Regione Liguria, il Comune di Genova nella persona del sindaco Marco Bucci, e gli assessori alle Politiche educative e alla Cultura, ad un rinnovato sforzo di memoria e divulgazione di queste terribili vicende, particolarmente verso le giovani generazioni, prendendo esempio dall’iniziativa della Regione Veneto che distribuirà nelle scuole la graphic novel “Foiba rossa. Norma Cossetto, storia di un’italiana” di Emanuele Merlino e Beniamino Delvecchio, dedicata alla tragica storia della studentessa istriana Norma Cossetto, infoibata nel settembre del 1943 da partigiani comunisti titini, e alla memoria della quale la Presidenza della Repubblica Italiana ha conferito la Medaglia d’Oro al merito civile nel 2005>. Questa la seguente motivazione:

Giovane studentessa istriana, catturata e imprigionata dai partigiani slavi, veniva lungamente seviziata e violentata dai suoi carcerieri e poi barbaramente gettata in una foiba. Luminosa testimonianza di coraggio e di amor patrio. 5 ottobre 1943 – Villa Surani (Istria).

Chi era Norma Cossetto? Una studentessa istriana uccisa nel 1943 dai partigiani jugoslavi. Tutto ciò perché il padre di Norma, Giuseppe, era un fascista molto noto, podestà di Visinada per molti anni e segretario del Fascio locale prima della guerra, dopo l’8 settembre del 1943 Capo Manipolo della Milizia Volontaria per la Sicurezza Nazionale. A pagare lo schieramento del padre fu la ragazza che venne sequestrata e legata su di un tavolo per tre giorni di fila, sottoposta a sevizie e stuprata dai suoi 17 carcerieri, poi gettata, ancora viva, in una foiba.

<Ricordiamo infine – concludono Plinio e Lombardi – come questa tragedia fu una tragedia italiana e non fascista, e al di là delle squallide polemiche sul numero degli infoibati da parte di taluni studiosi, le efferatezze e il lucido disegno politico anti italiano di Tito forzò 350.000 italiani e italiane a lasciare le proprie case e la propria terra, e come sotto i fucili o nelle foibe finirono anche decine di migliaia di croati, sloveni e serbi, colpevoli di essere anticomunisti, nazionalisti, o “nemici di classe”, o anche addirittura comunisti non allineati con i piani di Tito. Moltissimi istriani, giuliani e dalmati trovarono poi ospitalità proprio nelle città della Liguria, e a maggior ragione chiediamo quindi che questi nostri fratelli e sorelle esuli o vittime dell’odio anti italiano siano ricordati come meritano>.

Fra la Giornata della Memoria, commemorazione dello sterminio nazista, e la Giornata del Ricordo, che richiama la pulizia etnica condotta dalla Jugoslavia di Tito ai danni degli italiani di Venezia-Giulia, Istria e Dalmazia, intercorrono solo due settimane. Mentre la Shoah è a tutti nota, quest’altro massacro è meno conosciuto e viene commemorato con legge dello Stato soltanto dal 2004. Migliaia di persone furono gettate, spesso vive, in profondissime buche di origini carsica, dette foibe mentre i superstiti furono costretti a emigrare. Purtroppo, l’opinione pubblica si divide troppo spesso tra sostenitori del ricordo dell’uno o l’altro massacro, invece di stigmatizzare entrambi, e i social network si trasformano in ring tra le diverse fazioni. Gli omicidi restano omicidi, indipendentemente dal colore dei carnefici. Gli orrori della storia non vanno mai dimenticati, al di là di chi li ha perpetrati.

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